Sui controlli a distanza le disposizioni del Codice della privacy e quelle dello Statuto dei lavoratori sono strettamente correlate. Significa che viola la privacy chi non rispetta l’intesa sindacale sulla videosorveglianza, mettendo un maggior numero di telecamere o installandole in posizioni diverse da quelle concordate. Di conseguenza per il datore di lavoro scatta la sanzione prevista dal Gdpr anche se l’impianto è stato acceso solo per fare test e per pochi giorni. Lo ha deciso il Garante per la protezione dei dati personali che, con l’ingiunzione n. 620 del 3 settembre scorso, ha inflitto una sanzione di 10 mila euro a carico di un ente pubblico. Dal punto di vista privacy, l’accordo sindacale costituisce imprescindibile condizione di liceità del trattamento che va scrupolosamente osservata. Nel caso esaminato, invece, l’ente ha disatteso l’intesa con i sindacati. 


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