Il Tribunale di Milano, con l’ordinanza n. 3127/2026, ha stabilito che Google dovrà modificare le procedure e i moduli per consentire agli utenti di fornire la documentazione a supporto della richiesta di deindicizzazione. Il colosso del web avrà anche l’obbligo di motivare, in base alla valutazione dei documenti presentati dall’interessato, l’eventuale diniego per permettergli di comprenderne immediatamente le ragioni del no. Il tutto entro il 15 novembre 2026, pena una consistente sanzione economica per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione dell’ordine. L’ordinanza ha accolto l’azione inibitoria collettiva promossa da alcuni membri dell’associazione Algopolio nei confronti di Google. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Oblio on line, il diritto è pieno’ – pag. 44)


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