La Commissione europea ha messo sotto indagine la recente sanatoria degli autovelox in quanto il testo del decreto del ministero delle Infrastrutture dell’8 giugno scorso è diverso da quello che era stato notificato a Bruxelles. Il rischio è quello di far regredire la situazione ad aprile 2024, quando la Corte di cassazione stabilì la necessità dell’omologazione ai fini della validità dei verbali. In questo caso non c’è una sentenza, ma una lettera della direzione generale Grow della Commissione Ue, in risposta a una denuncia presentatale lo scorso 6 agosto contro il decreto ministeriale che disciplinava caratteristiche, requisiti e procedure di omologazione dei misuratori. 


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