La riforma del criterio di imputabilità del minore non piace a magistrati e avvocati. In commissione Giustizia alla Camera sia l’Anm che le Camere penali hanno bocciato senza appelli la proposta dell’Esecutivo, approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 23 luglio, di introdurre una presunzione di imputabilità per il minore di età compresa tra 14 e 17 anni, con una drastica inversione rispetto alla norma penale in corso che prevede una presunzione di segno opposto ovvero di non imputabilità. Per il presidente del tribunale dei minorenni di Genova, Domenico Pellegrini, si tratta di una misura che scardina uno dei capisaldi del processo penale minorile. Secondo i penalisti delle Camere penali la riforma incide in modo radicale sul fondamento stesso della giustizia minorile, storicamente costruita sulla consapevolezza che l’adolescenza è una fase caratterizzata da una personalità in formazione.
Imputabilità presunta dei minorenni Anm e avvocati: processo scardinato
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