La Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza pubblicata ieri (caso Grassucci e altri contro Italia), ha condannato l’Italia per l’eccessiva durata di cinque processi tributari. La Corte ha ribadito che le sanzioni fiscali possono avere natura penale ai fini della Cedu anche se di importo modesto, quando svolgono una funzione repressiva e dissuasiva. La durata del procedimento decorre dalla notifica dell’accertamento contenente le sanzioni, non dalla presentazione del ricorso. Inefficace secondo la Corte europea il rimedio della legge Pinto che va adeguata alla Convenzione. Il principio incide anche su garanzie come presunzione d’innocenza, diritto al silenzio e ne bis in idem in materia tributaria.  (Ved. anche Italia Oggi: ‘Sanzioni fiscali, natura penale’ – pag. 21)


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