Con l’ordinanza n. 25551 dello scorso 18 settembre la Corte di cassazione ha stabilito che quando la comunione legale tra coniugi si scioglie e gli immobili da ripartire sono stati acquistati con atti diversi, l’operazione non è tassata come una divisione, soggetta all’imposta di registro dell’1%, ma come una permuta, che sconta di norma il 9%. I giudici di piazza Cavour hanno ribaltato una sentenza dei giudici di merito favorevole alla contribuente e preso posizione, a favore del fisco, su una questione molto divisiva. La pronuncia non incide, di regola, sulle divisioni legate alla separazione o al divorzio, che restano esenti, ma pesa sulle altre ipotesi di scioglimento, a cominciare dal passaggio alla separazione dei beni. Il caso nasce con la sentenza del Tribunale di Enna che aveva sciolto la comunione tra due coniugi e diviso tra loro gli immobili, acquistati con più atti.
Acquisti tra ex con titoli distinti
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