Il giudice tutelare di Roma, con il decreto del 5 ottobre scorso, ha deciso che il fatto che il ricorso per l’apertura dell’amministratore di sostegno, presentato dal figlio della beneficiaria, non venga notificato alla persona che convive con lei è tuttavia indicativo della estrema conflittualità dei rapporti esistenti. Ciò, tenuto anche conto che il figlio, poi nominato amministratore di sostegno, ha adottato una condotta non trasparente, non parlando al giudice tutelare dell’esistenza del convivente. Da qui deriva la decisione del giudice tutelare di revocare l’incarico dato al figlio e poi ‘nominare un soggetto estraneo al nucleo familiare, da individuarsi tra i professionisti che collaborano con il giudice tutelare’.
Conflitto tra familiari, amministratore di sostegno revocato
questo articolo si trova a pagina 22