Con la sentenza dello scorso 31 luglio il Tribunale di Torino ha omologato un accordo di ristrutturazione (Adr) estendendone gli effetti ai creditori non aderenti di quattro delle sei categorie formate dalla debitrice. Il meccanismo richiede categorie omogenee, maggioranze qualificate e la garanzia che i dissenzienti ricevano almeno quanto otterrebbero dalla liquidazione. La soglia di adesione, normalmente del 75%, scende al 60% in presenza delle condizioni previste per il c.d. bonus della composizione negoziata. Il Tribunale ha verificato la validità delle adesioni e accertato che il trattamento proposto fosse più conveniente della liquidazione. Inoltre è stata verificata la corretta informazione dei creditori durante le trattative. La decisione bilancia autonomia negoziale e tutela dei dissenzienti, favorendo il risanamento dell’impresa senza penalizzare i creditori non aderenti. 


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