I contribuenti hanno diritto ad un processo tributario di durata ragionevole anche in caso di sanzioni amministrative e non penali. A dirlo è la Corte di giustizia dell’Unione europea nella sentenza dello scorso 8 ottobre. La decisione non comporta automaticamente un indennizzo ma supera il vecchio orientamento restrittivo della giurisprudenza italiana. La durata viene valutata considerando la complessità della controversia, il comportamento delle parti e dei giudici, l’importanza economica per il contribuente. La legge Pinto considera ragionevoli tre anni per il primo grado, due per il secondo ed uno per la Cassazione. Il superamento dei termini non è sufficiente da solo: bisogna valutare le circostanze concrete e i ritardi imputabili allo Stato. La parte soccombente può avere diritto all’indennizzo per il disagio patito. 


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