Confindustria ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita di quest’anno: da +0,5% a +1%. La cattiva notizia è che per il prossimo anno le previsioni si fermano a +0,6%. E si tratta di una crescita molto fragile. Due i fattori decisivi: Pnrr e Guerra nel Golfo. Infatti non potremo più contare sul sostegno del Pnrr e la guerra nel Golfo si farà sentire senza sconti con la crescita dei prezzi dell’energia e dei tassi di interesse. Sono i temi, in sintesi, del Rapporto d’autunno di Confindustria, messo a punto dal centro studi diretto da Alessandro Fontana. Durissima la posizione degli industriali sull’Ets. Le minori emissioni della manifattura negli ultimi anni sono dovute al fatto che molte imprese hanno chiuso. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Pil 2026 a +1% e 0,6% nel 2027. Crescita fragile, pesa l’energia’ – pag. 2)


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