A dieci anni dall’introduzione della legge n. 199/2016 contro il caporalato molto è stato fatto ma altrettanto resta da fare. I numeri dicono che nel 2023 furono registrate circa 200 mila domande con 40 mila quote assegnate e di queste solo l’8% si trasformava in contratti di lavoro veri. Oggi, grazie al decreto 145/2024, è stato eliminato il tetto alle conversioni dei permessi di soggiorno. Un passo significativo sul terreno dei diritti e dell’emersione confermato dai dati del 2025 che hanno registrato oltre 24 mila conversioni di permessi di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro a tempo indeterminato, il triplo rispetto al 2024. Hanno prodotto risultati le novità come la modifica dell’art. 603 bis c.p. che ha introdotto il reato di caporalato consentendo alle forze dell’ordine e alla magistratura di compiere passi avanti significativi sul piano repressivo. Ma sulla fase preventiva c’è ancora molto da fare dicono i sindacati.
Caporalato, dieci anni fa la legge quadro: restano i nodi appalti e alloggi
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