Gli impatti dell’intelligenza artificiale sulla vita reale sono concreti e immediati. A provarlo  è la decisione della premier Meloni di tutelarsi da possibili abusi e deepfake chiedendo a uno studio legale di registrare il proprio timbro vocale presso l’Euipo. In questi anni gli studi legali hanno investito molte risorse per adottare strumenti di AI nelle proprie organizzazioni. Oggi, secondo l’inchiesta di Affari Legali, si può affermare che l’ingresso dell’IA negli studi legali abbia abbondantemente superato la fase della sperimentazione. Inoltre, l’esercizio della professione si sta profondamente riorganizzando. Ad emergere è anche il netto divario che si sta creando tra professionisti di lungo corso e nuove leve ‘native digitali’. Gli studi pretendono che le nuove leve siano ‘AI-fluent’ fin dal primo giorno, ma molti entrano nel mondo del lavoro senza esperienza pratica nell’applicazione delle nuove tecnologie. Tutto ricade sui professionisti senior. (Ved. anche: ‘Studi legali, ecco quali sono gli assistenti di IA preferiti’ – pag. 2 stesso inserto e testata)


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