Nella sentenza n. 36078 del 13 ottobre 2026 la Cassazione penale si pronuncia sull’utilizzo dei crediti e il placet rilasciato dal professionista. L’amministratore della società è condannato per l’indebita compensazione di crediti Iva nonostante il visto di conformità rilasciato dal professionista. Pesano sulla responsabilità penale il rilevante importo dei crediti che provengono da cartiere e il ruolo apicale rivestito nella società, che impone obblighi di vigilanza. Il fatto che il certificatore sia scelto dai cedenti non soltanto non esclude il dolo dell’imputato, che invece invoca l’affidamento riposto nel professionista, ma avrebbe imposto maggiori doveri di verifica. Inutile evocare la causa di non punibilità introdotta dalla riforma tributaria per l’indebita compensazione: vale solo per i crediti non spettanti e non anche per quelli inesistenti.
Reati Iva, il visto non protegge
questo articolo si trova a pagina 24