La rendicontazione di sostenibilità obbligatoria riguarderà solo (poche) grandi imprese, ma la disclosure è richiesta dal mercato. A porre qualche problema è l’opzione volontaria. Il presidente dell’Organismo italiano di contabilità, Gianmario Crescentino, traccia il quadro del pacchetto sostenibilità, dopo le semplificazioni approvate dalla Ue e la definizione dei nuovi standard Esrs, dove si sono operati una riduzione e uno snellimento qualitativo e quantitativo delle informazioni. A seguito della direttiva Ue 2026/470 e l’adozione del pacchetto Omnibus, la platea delle aziende europee direttamente soggette agli obblighi della direttiva sulla sostenibilità subisce una contrazione dell’85%. La rendicontazione obbligatoria viene circoscritta esclusivamente alle imprese e ai gruppi con oltre mille dipendenti e più di 450 milioni di euro di fatturato a partire dall’esercizio 2027, con possibilità di applicazione anticipata già dal 2026. Il regolamento Ue 2026/1563 entrerà in vigore il 10 novembre e si applicherà agli esercizi che iniziano dal 1°gennaio 2027. La Commissione Ue stima una riduzione di oltre il 60% degli elementi informativi obbligatori.
L’Oic in campo per rendere comparabili i report di sostenibilità volontari nelle Pmi
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