Crisi di impresa. Con il decreto dello scorso 20 agosto il Tribunale di Brescia ha autorizzato l’esercizio provvisorio del ramo ‘calcistico’ di una società in liquidazione per preservarne il valore. La prosecuzione era necessaria per mantenere matricola e titolo sportivo, indispensabili per riscuotere crediti di solidarietà stimati in 3,7 milioni di euro. Ai sensi dell’art. 211 del Codice della crisi, l’autorizzazione richiede che la continuità non pregiudichi gli interessi dei creditori. Data l’urgenza legata alle scadenze federali, il Tribunale ha autorizzato esclusivamente gli atti necessari alla conservazione dei diritti e alla riscossione dei crediti. Il beneficio atteso non consisteva principalmente nella cessione dell’azienda, difficilmente realizzabile, ma nell’incasso dei crediti di solidarietà, seppur incerto.
Il regime di continuità deve tutelare il valore dell’azienda
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