I nuovi coefficienti pensionistici contenuti nel decreto direttoriale dei ministeri Lavoro ed Economia del 16 ottobre scorso, pubblicati ieri, fanno sì che nel 2027-2028 gli importi delle pensioni contributive saranno meno generosi di quelle attuali. Poiché il metodo contributivo punta a far sì che l’importo degli assegni corrisposti durante la pensione corrisponda al montante accumulato, se la speranza di vita residua aumenta, il coefficiente diventa meno favorevole, perché la pensione dovrà essere corrisposta per un periodo più lungo. E così avviene per il biennio 2027-2028 rispetto al 2025-2026, periodo per il quale è stato già deciso un incremento dei requisiti pensionistici, anch’essi correlati alla vita futura: mentre ora in pensione di vecchiaia si va a 67 anni, l’anno prossimo saranno necessari 67 anni e 1 mese e in quello seguente 67 anni e 3 mesi. (Ved.anche Italia Oggi: ‘Pensioni più lontane e povere’ – pag. 30)
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