L’intelligenza artificiale può supportare l’attività forense, ma l’avvocato resta responsabile della verifica delle fonti, della riservatezza e degli atti sottoscritti. La formazione deve essere effettiva, soprattutto sull’IA, e non ridursi al conseguimento burocratico di crediti. La riforma valorizza reti professionali, specializzazioni e nuove forme organizzative, ma richiede chiarimenti sulle associazioni specialistiche e sull’indipendenza degli avvocati. Per contrastare abbandoni e precarietà servono compensi adeguati e tutele concrete per i monocommittenti. L’attuazione della riforma deve inoltre coordinarsi con quella della giustizia. La sfida è coniugare innovazione ed efficienza con cultura umanistica, tutela dei diritti e responsabilità professionale.
‘La riforma dell’avvocatura non può prescindere da quella della giustizia’
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