Non esiste un divieto generalizzato di utilizzare l’intelligenza artificiale nelle liti fiscali. Gli applicativi, dunque, potranno essere usati dopo un opportuno processo di validazione e un controllo rigoroso da parte del magistrato. Per fare un esempio, l’IA potrà essere utilizzata per supportare la distribuzione dei ricorsi in ingresso affinché non avvenga più in modo causale, nonché per riepilogare gli atti processuali allegati dalle parti e per indicizzare i riferimenti normativi e giurisprudenziali contenuti nelle sentenze. A indicare la strada è stato il direttore del Dipartimento giustizia tributaria del Mef, Fiorenzo Sirianni, che ieri ha incontrato una delegazione del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria guidato dalla presidente Carolina Lussana, per fare il punto su una materia sempre più spinosa.
Liti fiscali, ecco cosa farà l’IA
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