Dal 2005 al 2024 è triplicato il numero di professionisti che percepiscono la pensione e continuano a lavorare. Da 42.088 si è passati a 130.077. E se in cima alle motivazioni c’è la passione per l’attività praticata, subito dopo si ammette che non è possibile ritirarsi a vita privata, per ‘necessità economiche’. L’Adepp ha messo nero su bianco che la prosecuzione della professione dopo l’andata in quiescenza non rappresenta un fenomeno marginale o temporaneo, ma una tendenza strutturale del sistema. Ad incidere anche la necessità di mantenere un ruolo sociale attivo e l’esigenza di favorire la transizione dello studio a familiari.
Professionisti, ma in pensione
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