Con la sentenza n. 172 depositata ieri, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 9, comma 2, del decreto legge n. 87/2008. Dunque, troppo elevata la sanzione minima di 50 mila euro per la trasgressione al divieto di pubblicità del gioco d’azzardo. Secondo la Corte la soglia minima che costituisce la maggior parte delle sanzioni irrogate dall’Agcom, è viziata per eccesso di rigidità, rischiando di colpire in maniera sproporzionata episodi marginali. La soluzione individuata dalla sentenza passa allora per i criteri messi a punto dall’ordinamento con l’articolo 11 della legge n. 689/1981, che danno risalto alla gravità della violazione, all’opera svolta dall’agente per la eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità dello stesso e alle sue condizioni economiche. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Pubblicità scommesse, multa esosa’ – pag. 25)
Sanzione troppo alta contro il gioco d’azzardo
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