Due novità sul fronte pensionistico scatteranno dal 2027. Si dovrà lavorare di più, a parità di contributi accumulati, ma si riceverà un assegno ridotto. Tutto questo è l’effetto dell’aumento dell’età pensionabile e della revisione dei coefficienti che trasformano i contributi in pensione. Per il biennio 2027-2028, a 67 anni il coefficiente di trasformazione scenderà dal 5,608% al 5,514%. Per ogni 100 mila euro accumulati, significa passare da 5.608 a 5.514 euro annui lordi, a parità di età. Ma il coefficiente dipende anche da quando si lascia il lavoro: per chi uscirà con l’anticipata a 64 anni, nel 2027 sarà del 5,009% e del 6,382% a 71 anni. Ovviamente, più tardi si va in pensione, maggiore è la quota annua del capitale trasformato in assegno. Dal 2027, intanto, per la pensione di vecchiaia serviranno 67 anni più un mese, dal 2028 67 anni e tre mesi.
Pensioni, scendono gli assegni Le simulazioni per reddito dal ‘27
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