Con la sentenza n. 36674 dello scorso 19 ottobre la Cassazione penale ha condannato per bancarotta fraudolenta un commercialista in concorso con gli amministratori della società poi fallita. Ciò in quanto il professionista ha creato nelle scritture contabili il ‘conto spazzatura’ che serve a coprire le operazioni distrattive compiute dai manager del gruppo di fatto, dissimulando o giustificando in modo fittizio i trasferimenti di liquidità, che drenano risorse dalle società insolventi in favore di altre create ad hoc; il tutto al fine di impedire che siano ricostruite la provenienza, la destinazione e la causale dei trasferimenti. Sussiste il dolo nella condotta dell’esterno che mette la sua competenza tecnica al servizio del programma fraudolento pur sapendo del potenziale pregiudizio per i creditori della società.


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