Si chiama ‘pagamento per delegazione’ la misura che consente agli avvocati con debiti contributivi che devono incassare parcelle dalla pubblica amministrazione di saldare i contributi mancanti. Sarà la PA che deve riconoscere il compenso professionale a pagare Cassa forense. In questo modo la Cassa acquisisce crediti che poi potrà compensare con i versamenti che le competono. Si tratta di uno strumento che risponde alle richieste arrivate dalla base perché negli ultimi tempi le Pa prima di saldare le parcelle, verificano se il professionista è in regola con i versamenti previdenziali e in caso di irregolarità, sospendono i pagamenti. Questa prassi esiste da tempo per gli ingegneri e gli architetti ma è una novità per gli oltre 100 mila avvocati che lavorano con le pubbliche amministrazioni. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Crediti p.a. per pagare i contributi’ – pag. 28)
Cassa forense, possibile saldare i contributi con le parcelle della Pa
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