L’Inps, con la circolare n. 107/2026, chiarisce i criteri per valutare i contributi esteri ai fini della pensione in cumulo internazionale. Sono considerati i periodi assicurativi maturati nella Ue, nello SEE, in Svizzera, nel Regno Unito e nei Paesi convenzionati, evitando duplicazioni contributive. La valorizzazione dei contributi esteri deve essere necessaria per maturare il diritto alla pensione o garantire un trattamento più favorevole. Per alcune pensioni di vecchiaia è richiesto un importo minimo, mentre dai 71 anni tale soglia non trova applicazione; è possibile anche l’integrazione al minimo, se spettante. L’Inps deve informare l’interessato sulle diverse opzioni pensionistiche, consentendogli di scegliere consapevolmente il trattamento più favorevole. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Pensioni, l’estero premia’ – pag. 28)


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