Sarà operativa a partire dal 1° novembre la tassa Ue di due euro per le vendite online. Sulla sua operatività, tuttavia, si addensano le ombre per il rapporto tra la misura nazionale e quella unionale e la sua effettiva assoggettabilità ad Iva. Sul rapporto tra la tassa unionale e il contributo nazionale il regolamento Ue 2108/2026 stabilisce che gli Stati membri possono applicare oneri o recuperare costi per servizi specifici diversi da quelli dell’Union handling fee (Uhf). Quali, ad esempio, per l’analisi e la perizia sulle merci importate; per l’attività di controllo dei funzionari doganali fuori dagli uffici doganali; per il prelievo di campioni o per controlli eccezionali. Questa regola garantisce alle autorità nazionali di introdurre un prelievo per finanziare specifici controlli ma impone anche che lo stesso deve riferirsi alla remunerazione di servizi specifici diversi da quelli previsti dalla Uhf. Questa limitazione sembra rendere impossibile la convivenza tra questa tassa e il contributo come previsto dalla legge di Bilancio 2026. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Pacchi extra Ue, 2 euro in più’ – pag. 25)


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