Il montante contributivo accumulato al 31 dicembre 2025 sarà rivalutato nel 2026 del 6,3359% per le pensioni liquidate dal 2027. Il tasso, calcolato sulla crescita del Pil nominale nel quinquennio 2021-2025, risente ancora del forte rimbalzo economico successivo alla pandemia. La crescita attuale è più contenuta e potrebbe determinare rivalutazioni future inferiori, con effetti negativi sugli importi pensionistici. I nuovi coefficienti di conversione dal 2027 ridurranno la pensione annua dell’1,55% a 64 anni e dell’1,68% a 67 anni, a parità di montante. Tuttavia, la rivalutazione particolarmente elevata prevista per il 2026 compenserà ampiamente, in questo caso, la riduzione dovuta ai nuovi coefficienti.
Rivalutazione dei contributi superiore ai tagli sulle pensioni
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