La gestione dei lavoratori che prestano la loro attività all’estero obbliga al coordinamento di discipline poste su piani diversi. Dal punto di vista fiscale la norma dispone che ‘il reddito di lavoro dipendente prestato all’estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, da dipendenti che soggiornano nello Stato estero per più di 183 giorni nell’arco di dodici mesi, sia determinato sulla base delle retribuzioni convenzionali definite annualmente dal ministero del Lavoro con un decreto ad hoc. Per l’anno 2026 il riferimento è il dm 29 maggio 2026, cui sono seguite le indicazioni operative di Inps e Inail. Per il requisito temporale la legge 207/2024 ha chiarito che il regime retributivo convenzionale si applica anche al dipendente che, fermo il soggiorno all’estero per oltre 183 giorni nei 12 mesi, rientra in Italia al proprio domicilio una volta a settimana. Dal 2027 il nuovo Testo Unico conferma la regola del rientro settimanale, senza modificare la disciplina.
Lavoro all’estero, benefit nell’imponibile forfettario
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