Con la sentenza n. 37333/2026 la Corte di cassazione ha dato il via libera al sequestro ampio di documenti e dati della ditta individuale, nell’ambito di un’indagine per accertare i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e di truffa aggravata ai danni dello Stato, in relazione al Superbonus 110%. I giudici di piazza Cavour hanno respinto i ricorsi degli amministratori contro la perquisizione e il sequestro, disposti dall’accusa e avallati dal Tribunale. I reati contestati riguardavano la creazione di crediti di imposta inesistenti derivanti dal Superbonus per un importo totale di 41.768.291,75 euro. 


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