Il Pil aiuta i pensionati. Chi andrà in pensione il prossimo anno vedrà infatti rivalutare il montante contributivo del 6,3359%. Lo rende noto il ministero del Lavoro con la pubblicazione sul sito della nota n. 2582754/2026 dell’Istat, che ufficializza il tasso medio annuo di variazione del Pil nei cinque anni precedenti il 2026, utilizzato per rivalutare i montanti contributivi maturati al 31 dicembre 2025 di chi andrà in pensione nel 2027. Si tratta di una buona notizia che, tuttavia, allevia, ma non cancella le altre novità negative: dal 2027 infatti si andrà in pensione un mese più tardi e, a parità di montante ed età di pensionamento, si percepirà un assegno più piccolo per effetto dei nuovi coefficienti di trasformazione.


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