Il Tribunale di Torino, con la sentenza n. 1363 del 20 luglio 2026, ha stabilito che il datore di lavoro può essere chiamato a rispondere penalmente del suicidio di un dipendente quando l’evento costituisce la conseguenza di condizioni lavorative gravemente stressanti, che l’impresa avrebbe dovuto prevenire attraverso un’adeguata valutazione dei rischi e un’effettiva attività di vigilanza. Non basta, però, dimostrare solo l’inadempimento degli obblighi di sicurezza: occorre accertare anche il nesso causale tra le omissioni e la morte, nonché la concreta prevedibilità dell’evento suicidiario. Il Tribunale ha condannato per omicidio colposo il presidente del consiglio di amministrazione di una società di trasporti, ritenendolo responsabile del suicidio di un autista, avvenuto nel marzo del 2023. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Anche il suicidio innesca la 231’ – pag. 30)


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