Sale a 100 mila euro di ricavi o compensi la strada per la flat tax delle partite Iva individuali. Di fatto, la variante adottata con la possibilità di superare l’attuale soglia a 85 mila euro prova ad aggirare l’ostacolo principale paventato lungo la strada dell’innalzamento: le obiezioni di Bruxelles sul mancato rispetto della direttiva Ue. La soluzione pensata per ottenere il via libera passa dal far scattare da 85 mila euro l’Iva per chi rimarrà nel regime agevolato. In pratica, superando gli 85 mila euro e arrivando a 100 mila euro si attiverà il meccanismo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto in fattura e tutti gli adempimenti connessi: versamento dell’imposta, comunicazione delle liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale. La misura è stata fortemente voluta dal Carroccio. La modifica crea un doppio binario che slega il trattamento del regime di vantaggio sulle imposte sui redditi, rappresentato dalla forfettizzazione dei costi in base ai codici Ateco di attività e all’applicazione di una tassa piatta, rispetto a quello sull’Iva.


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