Dal convegno Ania arriva un messaggio chiaro: la previdenza complementare deve diventare uno strumento accessibile a tutti, a partire dalla nascita, e non una possibilità riservata a chi dispone già di un reddito elevato. Per i giovani è necessario un cambio di passo culturale e normativo, anche per affrontare le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione, della denatalità e della debole crescita dei redditi delle nuove generazioni. Il Governo è consapevole di tutto questo e nella legge di Bilancio istituisce un ‘salvadanaio previdenziale’ per ogni nuovo nato, con una somma inizialmente messa a disposizione dallo Stato. Per il presidente di Ania, Giovanni Liverani, non basta istituire il salvadanaio perché serve un’architettura aperta, con ampia libertà di scelta per le famiglie tra una pluralità di operatori a cui affidare i contributi i nuovi nati. Un sistema affidato solo a un unico gestore pubblico, secondo Liverani, non consentirebbe di valorizzare la concorrenze e stimolare la crescita, l’efficienza e il contenimento dei costi.


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