Presenta ancora troppe lacune la regolamentazione degli accertamenti sulle società a ristretta base partecipativa. La Cassazione ‘mette al sicuro’ tutti gli accertamenti già in contestazione, nei quali un maggior reddito derivante da costi effettivamente sostenuti ma ritenuti indeducibili viene ‘ribaltato’ sui soci in virtù della ristrettezza della compagine della società di capitali. Resta da capire se la decorrenza delle nuove disposizioni riguardi accertamenti non ancora notificati al 12 agosto scorso o si rivolga agli atti relativi a periodi d’imposta in corso e successivi a tale data, con il paradosso che la norma ‘correttiva’ si applicherebbe solo tra molti anni. Ma i problemi creati dalla nuova disciplina non si esauriscono qui. Difficile dimostrare che i maggiori ricavi siano stati reinvestiti nella società. La norma prevede la tassazione degli utili presuntivamente distribuiti secondo le regole dei dividendi, ma è bene chiarire le modalità operative e il trattamento delle imposte societarie. L’auspicio è una riforma degli accertamenti.