La Cassazione a Sezione Unite si è pronunciata sul trattamento penale dei crediti fittizi da Superbonus intervenendo su alcuni profili controversi come il titolo di reato e il momento consumativo, ma non si è espressa sulle altre questioni che potrebbero generare dei contenziosi nel futuro. Un caso è quello dell’estensione dei principi enunciati anche ai bonus edilizi diversi dal Superbonus, alla nozione funzionale di danno nei casi di credito bloccato, alla quantificazione del profitto nelle ipotesi di inesistenza parziale e alla posizione del cessionario in buona fede. Per le Sezioni unite la costituzione di un credito d’imposta fittizio mediante fatture per operazioni inesistenti integra la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e non l’indebita percezione prevista dall’art. 316-ter c.p..