Ieri la Corte di cassazione ha rigettato i ricorsi presentati da Ilva e Acciaierie d’Italia. Dunque, l’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto chiuderà. Confermato il decreto dei giudici di Milano. Lo stop è motivato dal fatto che la salute è il bene primario da tutelare. L’area a caldo è inquinante per l’emissione di polvere sottili e per la presenza di amianto negli altiforni. La decisione fa aumentare la cassa integrazione straordinaria portandola a 8.622 unità su un organico di 9.626 addetti e avvia il licenziamento dell’80% dei dirigenti a tempo indeterminato. La decisione dei giudici di legittimità non ferma la gara per la vendita dell’ex Ilva. Resta la data dell’8 novembre per la presentazione delle offerte. Due i gruppi in campo: gli indiani di Jindal e gli acciaieri italiani con Federacciai.