Dal 27 settembre sono operative le nuove regole contro il greenwashing. Le imprese sono chiamate a verificare la fondatezza delle dichiarazioni ambientali e a rivedere le comunicazioni, le etichette ed i contenuti digitali. Gli studi legali assumono un ruolo preventivo, aiutando le aziende ad individuare i claim rischiosi e a tutelare la reputazione e la solidità finanziaria. La verifica delle informazioni ambientali diventa centrale anche nelle operazioni societarie e nelle acquisizioni, attraverso la due diligence. Le violazioni possono comportare sanzioni Antitrust fino a 10 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo, incidendo anche sul valore degli asset. (Ved. anche: ‘Greenwashing, nuove sfide per le aziende e il marketing’ – pag. 2 stesso inserto e testata)