Con l’ordinanza n. 24407 depositata lo scorso 3 agosto la Corte di cassazione ha affermato che nel processo tributario la testimonianza scritta entra solo se il giudice la ritiene necessaria ai fini della decisione. Non basta che i capitoli siano astrattamente idonei a provare la tesi della parte. E la valutazione di non necessità sfugge al sindacato di legittimità, salvo manifesta illogicità, se il giudice ha fondato il proprio convincimento su documenti puntuali. Il caso deciso dai giudici di piazza Cavour riguarda una Srl campana raggiunta da un avviso di accertamento Ires e Iva per il 2015 di oltre 1,4 milioni di euro complessivi, fondato su un Pvc delle Fiamme gialle che qualificava come cartiere quattro fornitori e contestava fatture per operazioni inesistenti.