La cedolare secca al 21% sugli affitti commerciali prevista dalla manovra di Bilancio potrebbe risultare poco conveniente in caso di forte inflazione, perché impedisce al proprietario di aggiornare annualmente i canoni secondo l’indice Istat. Per Confedilizia, l’esperienza del 2019 ha prodotto perdite importanti per i locatori che avevano optato per il regime agevolato. La nuova misura prevede un’aliquota ridotta al 10% per i negozi situati nei capoluoghi delle città metropolitane. La convenienza fiscale dipenderà comunque dalla situazione reddituale di ciascun proprietario. Per le locazioni a canone concordato, l’aliquota scende dal 10% al 5%, fino all’1% per gli affitti a giovani under 36. Confedilizia auspica inoltre di estendere queste agevolazioni a tutto il territorio nazionale e a tutte le locazioni non abitative.