Gli avvocati non contestano la soluzione stragiudiziale delle controversie, come mediazione, negoziazione assistita e arbitrato, ma il tentativo di conciliazione svolto direttamente dal giudice della causa. Secondo l’autore, questa pratica rischia di compromettere la sua imparzialità, anticipando il giudizio e creando pregiudizio verso chi rifiuta l’accordo. Inoltre, le parti possono sentirsi costrette ad accettare la proposta per timore di conseguenze negative nella sentenza. Il rischio maggiore riguarda i soggetti economicamente più deboli, spesso spinti ad accettare compromessi ingiusti. La conciliazione imposta può trasformare la giustizia in un arbitrato punto d’incontro tra pretese contrapposte. L’autore sostiene quindi che, fallita la soluzione stragiudiziale, il giudice debba limitarsi ad applicare il diritto e condannare alle spese chi ha torto.