Giudicato, il vizio va impugnato
Le Sezioni Unite hanno disposto che se il giudice di primo grado decide nel merito senza pronunciarsi su un vizio processuale rilevabile d’ufficio, la parte interessata deve impugnare espressamente la sentenza. In mancanza di impugnazione, il vizio resta coperto da giudicato interno e non può essere più fatto valere in appello o in cassazione. La pronuncia n. 24172/2025 risolve un contrasto interpretativo sorto in giurisprudenza. La questione era stata rimessa alle Sezioni Unite dalla Terza Sezione civile con l’ordinanza n. 17925/2024. Secondo la Corte, il principio dell’art. 161 c.p.c. comporta che il vizio si converta in motivo di gravame e, se non dedotto, diventi definitivo. La scelta mira a garantire certezza e stabilità del processo. Restano però eccezioni: i vizi che la legge rende rilevabili sempre; quelli che rendono la sentenza inutiliter data; e i casi di decisione su ‘ragione più liquida’. Il potere di rilievo d’ufficio, dunque, non è del tutto escluso.