Nell’attuale contesto economico si fa largo uso delle operazioni di cartolarizzazione e ciò per vari motivi: esigenza di cedere crediti deteriorati, valorizzazione di immobili rivenienti da operazioni di mutuo attraverso le Reoco, cessione di asset a vario titolo immobilizzati. Ma la legge che le disciplina risale al 1999 e creata in un contesto del tutto diverso. Nel tempo è cambiata ma l’impostazione contabile è la stessa. Sotto il profilo contabile e fiscale la legge è scarna e sin dal 2000 suppliva la Banca d’Italia con indicazioni bilancistiche attraverso informazioni nella nota integrativa. Le difficoltà sono poi aumentate anche per via del fatto che la legge all’articolo 3 fa riferimento ai patrimoni separati che richiamano la logica del ‘fuori bilancio’. La rappresentazione ‘sotto la linea’ del patrimonio separato andrebbe superata riportandola sopra la linea.
Cartolarizzazioni, società veicolo rappresentate solo con conti d’ordine
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