Rassegna Fiscale

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Strategie anti aliquota minima

I paradisi fiscali corrono ai ripari contro l’aliquota minima al 15% proposta dall’Ocse. Irlanda, Malta, Svizzera e Gibilterra si mobilitano per bilanciare gli effetti futuri della riforma del fisco internazionale per le società, i cui punti principali sono stati approvati da 131 Paesi su 139 dell’Inclusive Framework dell’Ocse e sostenuti dal G20. L’Irlanda, lo scorso 20 luglio, ha aperto una consultazione in merito ai possibili effetti sul trattamento fiscale irlandese delle società derivanti dalla proposta dell’Ocse. L’Irlanda è uno degli 8 paesi dell’Inclusive Framework che finora ha rifiutato di approvare l’accordo. In Europa a dire no sono Ungheria ed Estonia. Con la proposta di tassazione globale al 15% il Paese del trifoglio sarebbe costretto ad alzare la sua aliquota nazionale al 12,5% o vedrà soggetti ad un’imposta aggiuntiva i profitti delle multinazionali registrati in Irlanda. La consultazione afferma che l’Irlanda non è ancora in grado di aderire all’accordo ma è impegnata nel processo che mira a trovare un risultato che il Paese possa sostenere.


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