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Modello 231 irrilevante se il rischio mafia è attuale

Con la sentenza n. 11326, depositata ieri, la Corte di cassazione ha stabilito che il diniego al controllo giudiziario richiesto da un’impresa colpita da interdittiva antimafia deve basarsi su un giudizio prognostico in ordine alla possibilità per l’impresa di operare in futuro in assenza di condizionamenti mafiosi., In assenza di una favorevole previsione anche l’eventuale adozione del modello organizzativo previsto dal Dlgs n. 231/2011 è irrilevante. I giudici di legittimità, confermando la decisione dei colleghi di appello, hanno precisato che in base all’art. 34 bis Dlgs 159/2011 quando il libero esercizio di determinate attività può agevolare l’attività di persone coinvolte in determinati fatti criminali, e detta agevolazione risulta occasionale, il tribunale dispone, anche d’ufficio, il controllo giudiziario di tali attività se sussistono circostanze di fatto da cui desumere il pericolo concreto di infiltrazioni mafiose idonee a condizionarne l’attività. La stessa norma prevede anche che le imprese destinatarie di interdittiva antimafia possono richiedere il controllo giudiziario al tribunale.


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