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Espropriazioni senza doppioni

Lo studio del Consiglio Nazionale del Notariato n. 95-2023/P analizza l’espropriazione per pubblica utilità, che consente alla pubblica amministrazione di acquisire beni privati ​​per motivi di interesse generale, previo pagamento di un’indennità. Viene esaminato sia l’iter normale che i casi di occupazioni illegittime, evidenziando come tali situazioni non possono più essere risolte mediante accessione invertita o rinuncia abdicativa. Le soluzioni per acquisire legittimamente i beni includono l’acquisizione sanante, la cessione volontaria e la cessione verso corrispettivo. L’acquisizione sanante è preferibile alla demolizione dell’opera pubblica, purché sia ​​giustificata da esigenze eccezionali di interesse pubblico e preveda il pagamento del corrispettivo. La cessione volontaria richiede forma scritta, rispetto delle norme sull’indennità di esproprio, e menzioni urbanistiche, accompagnate dal certificato di destinazione urbanistica. Lo studio considera contraddittorio che il privato deve dichiarare al Comune cessionario titoli abilitativi o conformità catastali per opere realizzate e conosciute dal Comune stesso.


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