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Aliquota al 10% per calamità solo nei Comuni individuati

L’Agenzia delle Entrate, nell’interpello 470/2019, pubblicato ieri, ha risposto ad un contribuente che chiedeva se fosse possibile applicare la cedolare secca al 10% per un contratto a canone concordato. Contratto stipulato in un Comune che non rientra tra quelli qualificati come ‘ad alta tensione abitativa’ dalla legge o comunque citati nella delibera del Cipe. L’Agenzia delle Entrate ricorda che lo stato d’emergenza viene deliberato dal Consiglio dei ministri e che a tale decisione segue ‘la nomina del commissario delegato per la ricognizione in ordine agli effettivi ed indispensabili fabbisogni’. E’ proprio ai provvedimenti dei commissari che occorre rifarsi per individuare i Comuni colpiti da calamità naturali in cui trova applicazione la tassa piatta ad aliquota ridotta per un contratto a canone concordato. I centri colpiti dalle calamità dove avere la cedolare al 10% non sono quelli ad alta tensione abitativa.


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