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Con scissione asimmetrica la successione non è più esente

Nella risposta a interpello n. 155 di ieri l’Agenzia delle Entrate afferma che decadono dall’esenzione da imposta di successione, ottenuta per la trasmissione ereditaria dell’intero capitale di una Spa, i tre eredi che, entro 5 anni dall’apertura della successione, effettuano una scissione asimmetrica con la quale costituiscono tre nuove società, ognuna appartenente individualmente a ciascuno di essi. Nel caso analizzato tre fratelli avevano ereditato, in comunione tra loro, il 100% del capitale sociale di una società per azioni. L’operazione prospettata alle Entrate era quella di una scissione asimmetrica per effetto della quale si sarebbero costituite tre nuove società, ciascuna beneficiaria di un quarto del patrimonio di un’ulteriore società, dotata del residuo suo patrimonio post scissione, che sarebbe rimasta, come socio unico, in comunione tra i tre predetti fratelli. Nell’istanza rivolta alle Entrate veniva perorata la permanenza dell’agevolazione che invece è stata negata in quanto l’operazione di scissione avrebbe pregiudicato il mantenimento dell’esenzione di cui aveva beneficiato la trasmissione ereditaria della quota di controllo. A pesare, dunque, è la perdita di controllo dovuta allo scioglimento parziale della comunione.


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