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‘Recovery fund, decidono gli Stati Aiuti a rate legati alle riforme

Il Recovery plan da 750 miliardi, di cui 500 in trasferimenti a fondo perduto e 250 in prestiti servirà alla ripresa e a trasformare l’economia europea in linea con le priorità di Bruxelles, ossia green, digitale e inclusione sociale. Il cuore del piano è la Recovery and Resilience facility – 310 miliardi di trasferimenti e 250 di prestiti – che come ha spiegato il commissario all’Economia Gentiloni ‘non ha a che fare con condizionalità e intrusioni di Bruxelles, è volontaria: gli Stati si assumono la responsabilità della propria crescita’. Come ha chiarito il vice presidente della Commissione Dombrovskis i fondi ‘arriveranno in tranche legate agli obiettivi di riforma’che indicherà la destinazione dei fondi fino al 2024 e fisserà gli obiettivi da raggiungere. Se gli Stati membri non rispetteranno le priorità stabilite dalla Ue e non implementeranno gli obiettivi, perderanno i soldi di una rata. I Paesi che chiederanno il sostegno del recovery fund dovranno presentare il Piano nazionale degli investimenti ad aprile. Un comitato di esponenti degli Stati membri valuterà il Piano nazionale. L’ultima parola spetterà alla Commissione. L’Italia vorrebbe usare i soldi del Recovery plan per tagliare le tasse. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Ripresa e riforme’, così la Ue controllerà l’uso delle risorse’ – pag. 2)


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