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Da Graviano alla Lioce I mille ‘reclusi a vita’ che possono sperare Ora tocca alla Consulta

Marcello Viola, il pluriergastolano ‘ndranghetista che aveva presentato ricorso a Strasburgo, tornerà davanti al tribunale di sorveglianza dell’Aquila (dove è detenuto), per vedersi applicare i permessi-premio e la liberazione condizionale che in passato gli erano stati negati. Gli altri condannati che si sono rivolti alla Corte europea (una ventina) potranno fare altrettanto in attesa che i giudici Ue decidano di applicare anche a loro i principi sanciti con la sentenza di ieri. Il popolo dell’ergastolo ostativo ammonta a 1.106 persone, in gran parte condannate per associazione mafiosa. Tra i nomi noti figurano il boss Leoluca Bagarella e la neo-brigatista Nadia Lioce. Per loro non si apriranno indiscriminatamente le porte del carcere, perché non ci sono automatismi. Anche se l’Italia ha il dovere di rivedere la norma, pena il pagamento di multe. Tuttavia, ammesso che l’Italia cancellasse la preclusione dei benefici agli ergastolani spetterebbe sempre al giudice di decidere caso per caso. La Consulta dovrà esprimersi sulla collaborazione come requisito per ottenere le misure alternative.


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