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‘Sì a processi rapidi e carriere separate Il piano dei 5 Stelle? Non dà soluzioni’

La parola chiave è certezza. Giulia Bongiorno, ministro alla Pa, è stata l’interlocutrice del Guardasigilli Bonafede al Consiglio dei ministri di mercoledì che doveva varare la riforma della Giustizia. La ministra insiste sul concetto di certezza che deve riguardare tutto: tempi del processo, indipendenza dei magistrati, garanzie degli imputati e pene. Per questo la Lega chiede una riforma vera, globale che abbraccia tutte le materie. L’obiettivo della Lega è quello di accelerare i tempi del processo e garantire l’indipendenza della magistratura, ma la verità è che la proposta grillina non è incisiva, mancano soluzioni. Anche la questione delle misure cautelari non viene affrontata. Sulla durata massima del processo i termini devono essere effettivi. Nella riforma è prevista l’azione disciplinare a carico del magistrato che supera i termini, ma solo per negligenza inescusabile. Che può derivare dai carichi di lavoro. Così si rischia che le sanzioni siano aggirabili.


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